Da alcuni mesi il Sudafrica sta attraversando una nuova, gravissima ondata di violenza contro rifugiati, richiedenti asilo e migranti provenienti da altri Paesi africani. Non si tratta di episodi isolati: secondo i dati raccolti da Xenowatch, l'osservatorio dell'African Centre for Migration & Society dell'Università del Witwatersrand, tra il 2022 e il 2025 sono stati registrati 406 incidenti xenofobi verificati e 75 morti; solo nel 2025 gli incidenti sono stati 151. Nei primi cinque mesi del 2026 se ne sono aggiunti altri 22, con 9 morti e oltre 4.000 persone sfollate, un'escalation che a metà 2026 ha trovato un punto di svolta preciso. Quel punto di svolta è l'ultimatum lanciato dal movimento "March and March", privo di qualsiasi base legale, che ha imposto a tutti i migranti privi di documenti di lasciare il Paese entro il 30 giugno. L'intimazione è stata accompagnata da settimane di intimidazioni e violenze, soprattutto nelle province di Gauteng e KwaZulu-Natal, al termine delle quali le autorità hanno parlato di "rientro volontario" per le oltre 53.000 persone che hanno lasciato il Sudafrica. Le ricerche del Dr. Jean Pierre Misago dell'ACMS raccontano però un'altra storia: un esodo provocato da minacce di morte e violenze, che si configura come un'espulsione di massa illegale — e che affonda le radici in una narrazione politica costruita da tempo. Il Sudafrica convive infatti da anni con una disoccupazione giovanile altissima e servizi pubblici in affanno, e diversi leader politici — tra cui Gayton McKenzie della Patriotic Alliance e i gruppi legati a "Put South Africans First" — hanno costruito parte del proprio consenso indicando i migranti come responsabili della criminalità e del collasso dei servizi. I numeri raccontano altro: in Sudafrica sono registrati circa 144.512 rifugiati e richiedenti asilo, appena lo 0,2% di una popolazione di 60,6 milioni di persone. Questa stessa narrazione ha però trovato una traduzione concreta anche sul piano legislativo. Il riferimento è al Draft Revised White Paper on Citizenship, Immigration and Refugee Protection, la riforma della legge sull'immigrazione approvata dal Governo nell'aprile 2026. Tra le misure più contestate da società civile e UNHCR figurano il principio del "primo Paese sicuro" (che impedirebbe ai richiedenti asilo di scegliere dove presentare domanda, con il rischio di respingimenti a catena), un sistema di residenza basato su punti legati al merito economico invece che alla permanenza nel Paese, e lo spostamento degli uffici per il riconoscimento dei rifugiati verso i valichi di frontiera, che renderebbe molto più difficile l'accesso all'assistenza legale. Ed è proprio ai valichi e nelle strade che, parallelamente alla riforma, si è consolidata una pratica ancora più diretta: quella dei cittadini che si sostituiscono alla polizia. Gruppi come Operation Dudula effettuano perquisizioni nei negozi, sfratti forzati e blocchi stradali, richiamandosi impropriamente all'arresto da parte del privato cittadino previsto dalla legge sudafricana — che però si applica solo a reati gravi colti in flagranza, come omicidi o rapine a mano armata. Verificare i documenti di soggiorno è invece compito esclusivo degli ufficiali dell'immigrazione e della polizia (SAPS), un compito che le autorità competenti non sempre hanno saputo, o voluto, far rispettare. Lo conferma la Commissione sudafricana per i diritti umani, che ha rilevato come, pur avendo ottenuto impegni dal Ministero della Salute e dal Commissario nazionale di polizia, le condotte dei vigilantes siano proseguite, in alcuni casi con il rifiuto della polizia di raccogliere le denunce delle vittime. Amnesty International ha documentato episodi in cui agenti del SAPS sono rimasti spettatori passivi durante perquisizioni e sgomberi, e casi in KwaZulu-Natal in cui persone rifugiatesi nelle stazioni di polizia per sfuggire alla folla sono state caricate a forza su autobus per presunte "verifiche". Ed è proprio negli spazi che dovrebbero garantire protezione e cura che questa deriva ha raggiunto la sua forma più estrema. Si parla, in questo caso, di "xenofobia sanitaria": gruppi di vigilantes hanno presidiato gli ingressi di ospedali come il Kalafong Hospital di Tshwane, l'Hillbrow Community Health Centre e la Jeppe Clinic di Johannesburg, e l'Addington Hospital di Durban, sottoponendo i pazienti a test arbitrari — chiedendo loro di parlare in lingue locali come tswana o pedi — e respingendo con minacce chi non li supera o non ha un documento d'identità sudafricano. Le conseguenze di questi blocchi sono già visibili: persone con patologie croniche come HIV, tubercolosi o diabete interrompono le terapie per paura, mentre le donne in gravidanza rinunciano ai controlli prenatali e arrivano in ospedale solo in condizioni di emergenza — una violazione diretta dell'articolo 27 della Costituzione sudafricana, che garantisce a chiunque il diritto all'assistenza sanitaria di base. Ed è proprio da questo assedio agli ospedali che nasce la mobilitazione della società civile. Amnesty International South Africa, insieme a decine di organizzazioni — tra cui Lawyers for Human Rights, Kopanang Africa Against Xenophobia e lo Scalabrini Centre di Città del Capo — ha promosso una dichiarazione congiunta che chiede alle autorità di porre fine a ogni forma di coercizione contro rifugiati e richiedenti asilo, di aprire indagini indipendenti sulla condotta delle forze dell'ordine e di perseguire i gruppi di vigilantes responsabili di sgomberi, blocchi ospedalieri e aggressioni. La rete chiede inoltre alla Commissione Elettorale Indipendente di sanzionare partiti e candidati che usano la retorica xenofoba in campagna elettorale, e al Governo di dare piena attuazione al Piano d'azione nazionale contro il razzismo e la xenofobia. Un appello riassunto bene dalle parole della direttrice di Amnesty International South Africa, Shenilla Mohamed, secondo cui il diritto di protestare pacificamente è garantito, ma violenza, intimidazione e "applicazione fai-da-te" delle leggi sull'immigrazione restano illegali: la storia ha già mostrato dove può portare questa deriva. |