Cacciati per il cobalto: fermare gli sgomberi in Congo
Si chiede di fermare gli sgomberi forzati in Congo legati all'estrazione del cobalto, che violano i diritti delle comunità locali.
Online dal 11 giugno 2026

Si apre la pagina ufficiale amnesty.it. La raccolta firme avviene solo lì.
Di cosa si tratta
Per affrontare la crisi climatica il mondo deve abbandonare rapidamente i combustibili fossili e individuare nuove fonti di energia alternative. Ma anche la transizione energetica deve essere giusta.
La Repubblica Democratica del Congo fornisce la maggior parte del rame e del cobalto utilizzati nelle batterie agli ioni di litio, che alimentano i nostri smartphone, laptop, auto e biciclette elettriche. Nella corsa globale per assicurarsi i minerali, le aziende e i governi stanno anteponendo il profitto ai diritti umani. Migliaia di persone hanno perso la casa, le scuole, gli ospedali a causa dell’espansione delle miniere di rame e cobalto, in particolare a Kolwezi. Le ricerche di Amnesty International hanno dimostrato che l’estrazione di queste materie prime minaccia i diritti umani, con comunità sgomberate con la forza e bambini costretti a scavare il minerale.
Cosa chiede Amnesty
Amnesty International invita il Presidente Tshisekedi a porre una moratoria su ulteriori sgomberi di massa nel settore minerario e ad attuare urgentemente procedure e leggi per proteggere i diritti delle comunità minerarie in prima linea. Si chiede inoltre di lavorare in collaborazione con le comunità, la società civile e le autorità provinciali per porre fine agli sgomberi forzati nei siti minerari.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
Fai di più, qui nel Lazio
Firmare richiede un minuto. Se questa causa ti sta a cuore, i gruppi locali del Lazio ci lavorano tutto l’anno.
