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Iran: milioni di studentesse a rischio di avvelenamento

Milioni di studentesse in Iran sono a rischio di avvelenamento, chiediamo un'indagine immediata e protezione per le ragazze.

Online dal 11 giugno 2026

Iran: milioni di studentesse a rischio di avvelenamento
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Di cosa si tratta

Dal novembre 2022, migliaia di studentesse in Iran sono state avvelenate da sostanze gassose nelle loro scuole e ricoverate in ospedale, con sintomi che includono tosse, difficoltà respiratorie e intorpidimento degli arti.

22812persone hanno firmato
100scuole prese di mira
13.000studentesse hanno avuto bisogno di cure mediche (dati ufficiali)
118persone arrestate per presunto coinvolgimento nel 'contrabbando di bombe maleodoranti'

Gli attacchi sono stati segnalati per la prima volta nella provincia di Qom e si sono moltiplicati in tutto lo stato, prendendo di mira più di 100 scuole, alcune più di una volta. Nonostante i dati ufficiali indichino 13.000 studentesse bisognose di cure mediche, il ministro della Salute ha minimizzato, attribuendo i problemi a stress o invenzioni. Tutto suggerisce una campagna coordinata per punire le studentesse per la loro pacifica partecipazione alle proteste scoppiate a partire da metà settembre 2022, con atti di resistenza come togliersi l’hijab obbligatorio. Le autorità hanno diffuso narrazioni contraddittorie, attribuendo i sintomi a problemi 'mentali' o 'cospirazioni nemiche', e hanno arrestato arbitrariamente almeno un giornalista che aveva riferito sugli avvelenamenti.

Cosa chiede Amnesty

Amnesty International chiede al Procuratore generale Mohammad Jafar Montazeri di condurre immediatamente un’indagine indipendente, approfondita ed efficace sull’avvelenamento delle studentesse e di consegnare alla giustizia i responsabili. Si chiede inoltre che le autorità garantiscano alle ragazze un accesso paritario e sicuro all’istruzione e siano protette da ogni forma di violenza, e che una delegazione internazionale indipendente d’indagine abbia accesso al paese.

Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →

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