Iran: libertà per Narges Mohammadi
Si chiede la libertà per Narges Mohammadi, attivista iraniana condannata per il suo impegno per i diritti umani.
Online dal 11 giugno 2026

Si apre la pagina ufficiale amnesty.it. La raccolta firme avviene solo lì.
Di cosa si tratta
Narges Mohammadi, Premio Nobel per la pace 2023, è una delle più importanti voci del dissenso dell’Iran, sostenitrice della campagna contro la pena di morte e vicepresidente del centro per i difensori dei diritti umani in Iran.
Narges Mohammadi è stata insignita del Premio Nobel per la pace 2023 “per la sua lotta contro l’oppressione delle donne in Iran e la sua lotta per promuovere i diritti umani e la libertà per tutti”. La sua più recente incarcerazione è iniziata il 12 dicembre 2025, quando è stata arrestata alla cerimonia commemorativa per un importante avvocato per i diritti umani. L’8 febbraio 2026 è stata condannata a sei anni di carcere per “raduno e collusione contro la sicurezza nazionale” e a un ulteriore anno e mezzo per “propaganda contro il regime della Repubblica islamica”, seguiti da due anni di esilio interno e due anni di divieto di espatrio. Da oltre 14 anni, Narges Mohammadi è stata più volte sottoposta a detenzione arbitraria, tortura e maltrattamenti, e attualmente si trova nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Zanjan, ma dovrebbe scontare un totale di oltre 20 anni di carcere, 154 frustate e altre sanzioni in otto processi distinti derivanti dal suo attivismo per i diritti umani. Le autorità iraniane hanno deliberatamente negato o gravemente ritardato il suo accesso a cure sanitarie adeguate, anche per gravi patologie cardiache e polmonari, mettendo a grave rischio la sua salute.
Cosa chiede Amnesty
Amnesty International chiede al Capo della magistratura, Gholamhossein Mohseni Ejei, di scarcerare immediatamente e incondizionatamente Narges Mohammadi, in quanto prigioniera di coscienza detenuta esclusivamente per il suo pacifico attivismo per i diritti umani. Si chiede inoltre di annullare le sue condanne e sentenze ingiuste, di far cadere ogni nuova accusa contro di lei legata all’esercizio pacifico dei suoi diritti e di fornirle un’adeguata assistenza sanitaria specialistica in attesa del suo rilascio.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
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