Armi meno letali: no al commercio senza regole!
È necessario regolamentare il commercio di armi meno letali per prevenire abusi e violazioni dei diritti umani.
Online dal 11 giugno 2026

Si apre la pagina ufficiale amnesty.it. La raccolta firme avviene solo lì.
Di cosa si tratta
Negli ultimi anni, casi di repressione delle proteste attraverso l’uso di armi meno letali sono stati segnalati in numerosi stati nel mondo. Il diffuso uso improprio di armi meno letali solleva interrogativi sulla mancanza di regolamenti, sui discutibili processi decisionali e sulla mancanza di addestramento degli agenti.
In Thailandia, nel 2020 e 2021, la polizia ha usato forza eccessiva con manganelli, proiettili di gomma e cannoni ad acqua con irritanti chimici contro i manifestanti. In Francia, granate pungenti, granate esplosive GM2L e proiettili di gomma hanno causato feriti, e nel 2018 una donna di 80 anni è morta colpita da gas lacrimogeno. Anche in Italia, l'8 dicembre 2011, Yuri Justesen ha perso parte dell'udito a causa di un candelotto di gas lacrimogeno sparato ad altezza d'uomo durante una manifestazione No-Tav, e il 17 aprile 2021 un'attivista No-Tav ha subito gravi lesioni a un occhio. Le forze di sicurezza libanesi hanno usato impropriamente armi di fabbricazione francese, causando ferite come quelle di Jean George Prince e Jad.
Cosa chiede Amnesty
Amnesty International chiede l’adozione di un trattato internazionale che regoli il commercio delle armi meno letali in dotazione delle forze di polizia impegnate in azioni di ordine pubblico. Si chiede di sostenere un trattato globale, forte e legalmente vincolante che vieti gli strumenti intrinsecamente atti a violare i diritti umani e sottoponga il commercio delle armi cosiddette meno letali a controlli in materia di diritti umani.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
Fai di più, qui nel Lazio
Firmare richiede un minuto. Se questa causa ti sta a cuore, i gruppi locali del Lazio ci lavorano tutto l’anno.
