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Garantire il ritorno della comunità di Zanuta al proprio villaggio

Si chiede di garantire il ritorno della comunità di Zanuta al proprio villaggio, da cui è stata sfollata.

Online dal 10 agosto 2026

Garantire il ritorno della comunità di Zanuta al proprio villaggio
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Di cosa si tratta

Zanuta è un villaggio nelle colline a sud di Hebron, nella Cisgiordania occupata, casa di una comunità palestinese di 250 persone, tra cui 100 minori. Tra il 27 ottobre e il 1° novembre 2023, la comunità è stata sfollata con la forza dalla violenza dei coloni sostenuta da Israele.

250persone della comunità palestinese di Zanuta
100minori nella comunità di Zanuta
121comunità palestinesi beduine e dedite alla pastorizia della Cisgiordania occupata parzialmente sfollate tra gennaio 2023 e luglio 2026
46comunità completamente sfollate nello stesso periodo

La comunità palestinese di Zanuta viveva nel villaggio fin dal 19° secolo, traendo sostentamento dall’allevamento ovino, dalla produzione lattiero-casearia e dall’agricoltura. Per decenni ha vissuto sotto il sistema di apartheid imposto da Israele e ha subito violenze da parte dei coloni sostenute dallo stato. Dal 2011 il villaggio è stato colpito da ordini di demolizione e dal 2021 sono stati costruiti diversi avamposti coloniali, tra cui Meitarim Farm, con attacchi sempre più frequenti e violenti. Dopo il 7 ottobre 2023, gli attacchi sono aumentati drasticamente di frequenza e gravità, fino a diventare quasi quotidiani, con incendi di proprietà, irruzioni nelle abitazioni e violenze contro i minori. Al 1° novembre 2023, l’intera comunità aveva lasciato il villaggio per timore per la propria sicurezza, trovando rifugio nel vicino villaggio di Al-Dhahiriya. La Corte suprema israeliana si è pronunciata due volte a favore della comunità palestinese, nel 2024 e nel 2025, riaffermandone il diritto a tornare al villaggio e alle proprie terre, ma le autorità israeliane hanno deliberatamente omesso di dare esecuzione alle decisioni della Corte.

Cosa chiede Amnesty

Amnesty International esorta il Capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, Tenente Generale Eyal Zamir, ad agire con urgenza per garantire il ritorno immediato e in sicurezza della popolazione di Zanuta nelle proprie terre. Si chiede di proteggerla da qualsiasi forma di violenza da parte dei coloni, assicurare rimedi effettivi e riparazioni per i danni subiti, e garantire che la popolazione possa ricostruire le proprie case, i propri mezzi di sostentamento e le infrastrutture comunitarie, compresa la scuola elementare del villaggio. Si chiede inoltre che gli avamposti illegali costruiti nelle vicinanze, compreso Meitarim Farm, siano smantellati con urgenza.

Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →

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