Stop alla pulizia etnica di Israele nella Cisgiordania
Fermiamo la pulizia etnica condotta da Israele nella Cisgiordania contro la popolazione palestinese.
Online dal 11 giugno 2026

Si apre la pagina ufficiale amnesty.it. La raccolta firme avviene solo lì.
Di cosa si tratta
Israele sta conducendo una sistematica campagna di pulizia etnica nei confronti delle comunità beduine palestinesi e le comunità pastorali nella Cisgiordania occupata. Agisci ora per fermare la pulizia etnica di Israele nella Cisgiordania.
Attraverso l’espansione illegale delle colonie, la violenza dei coloni sostenuta dallo stato e le politiche di apartheid, le autorità israeliane cercano di formalizzare l’annessione illegittima dell’Area C della Cisgiordania occupata e di procedere al trasferimento forzato della popolazione palestinese. Questa politica è portata avanti da governi israeliani che si sono susseguiti negli anni ed è il pilastro principale del sistema di apartheid imposto da decenni. Il governo israeliano in carica dal 2022 ha accelerato la politica di pulizia etnica dell’Area C, sradicando intere comunità ed esponendole al rischio di trasferimento forzato. Molti stati evitano di intervenire, concedendo a Israele un ampio margine di impunità che favorisce gravi crimini come il genocidio nella Striscia di Gaza, la pulizia etnica e l’apartheid.
Cosa chiede Amnesty
Amnesty International sollecita la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a imporre sanzioni mirate nei confronti di autorità israeliane direttamente coinvolte nella pulizia etnica e a vietare il commercio, gli investimenti o il sostegno finanziario che contribuiscono a mantenere l’apartheid e l’occupazione illegale. Si chiede inoltre di attivare canali diplomatici, sostenere le comunità palestinesi e perseguire le responsabilità a livello internazionale per i crimini commessi.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
Fai di più, qui nel Lazio
Firmare richiede un minuto. Se questa causa ti sta a cuore, i gruppi locali del Lazio ci lavorano tutto l’anno.
