Messico: giornalista in pericolo
Un giornalista messicano è in grave pericolo a causa del suo lavoro, chiediamo protezione e giustizia per i professionisti dell'informazione.
Online dal 21 luglio 2026

Si apre la pagina ufficiale amnesty.it. La raccolta firme avviene solo lì.
Di cosa si tratta
Alberto Amaro Jordán, giornalista messicano e direttore della testata digitale La Prensa de Tlaxcala, rischia di perdere la protezione. Le sue inchieste sul traffico di esseri umani hanno dato fastidio a molti, esponendolo a minacce e attacchi.
Alberto Amaro Jordán fa un mestiere molto pericoloso: il giornalista in Messico. Le sue inchieste hanno dato fastidio a molti nel luogo che è uno snodo importante del traffico di esseri umani nel paese, soprattutto di donne e ragazze ai fini di schiavitù sessuale. Per questo, negli ultimi anni Alberto ha ricevuto attacchi, minacce, tentativi di delegittimazione da parte dei gruppi criminali, ma anche delle forze di polizia. Nel 2019 è entrato nel Programma per la protezione dei difensori dei diritti umani e dei giornalisti, ma dopo quattro anni le autorità hanno stabilito che non correva più alcun pericolo. Il 4 maggio 2026 Alberto ha ricevuto un’altra minaccia di morte. Dal 1992, secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti, il Messico è il paese più pericoloso dell’emisfero occidentale per i giornalisti.
Cosa chiede Amnesty
Chiediamo alle autorità messicane di garantire la sua sicurezza, condurre un’indagine approfondita sugli attacchi e sulle minacce contro di lui e la sua famiglia e dimostrare con azioni concrete che la libertà di espressione e la difesa dei diritti umani saranno protette. Invitiamo il Governo di Tlaxcala ad assumersi le proprie responsabilità nella protezione delle persone della stampa e ad agire con urgenza e determinazione nel caso di Alberto Amaro Jordán.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
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