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Iran: in carcere sotto le bombe

In Iran, i prigionieri sono in carcere sotto le bombe, a rischio della loro vita.

Online dal 11 giugno 2026

Iran: in carcere sotto le bombe
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Di cosa si tratta

I continui attacchi aerei statunitensi e israeliani nei pressi delle carceri e di altre strutture detentive gestite dalle forze di sicurezza iraniane stanno mettendo in pericolo migliaia di persone detenute, anche minorenni.

8539persone hanno firmato
1.230morti alla data del 5 marzo, secondo fonti di stampa ufficiali, a seguito degli attacchi del 28 febbraio 2026
180bambini uccisi dall’inizio degli attacchi, secondo un funzionario del ministero della Salute

Le autorità iraniane si rifiutano di scarcerare tutte le persone private arbitrariamente della libertà personale, tra cui difensori dei diritti umani, avvocati, studenti universitari e appartenenti a minoranze etniche e religiose. Sono a rischio anche persone che stanno scontando lunghe pene detentive e condannate a morte. Le autorità stanno sottoponendo le persone detenute anche a sparizioni forzate e negano loro l’accesso a un livello adeguato di cibo e acqua. Nel giugno 2025, dopo che attacchi aerei israeliani avevano distrutto parti del carcere di Evin, centinaia di detenuti erano stati trasferiti in prigioni con condizioni crudeli e disumane. Durante e in seguito alle proteste nazionali scoppiate il 28 dicembre 2025, le autorità hanno arrestato e portato in carcere arbitrariamente migliaia di manifestanti e dissidenti.

Cosa chiede Amnesty

Amnesty International chiede la scarcerazione di tutte le persone detenute arbitrariamente in Iran e di allontanare tutta la popolazione civile iraniana da obiettivi militari. Si esorta il Capo della magistratura a garantire l’accesso a cibo, acqua e cure mediche adeguati, porre fine ai maltrattamenti e alle torture, e ripristinare il pieno accesso a Internet.

Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →

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