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Myanmar: leader sindacale condannato a sette anni di detenzione

Un leader sindacale in Myanmar è stato condannato a sette anni di detenzione, evidenziando la repressione contro i diritti dei lavoratori.

Online dal 11 giugno 2026

Myanmar: leader sindacale condannato a sette anni di detenzione
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Di cosa si tratta

Thet Hnin Aung, noto leader sindacale, è stato condannato a sette anni di detenzione con lavori forzati, dopo un processo segreto e cinque mesi di sparizione forzata. Nel 2021, è stato accusato di violazione dell’articolo 17/1 della “Legge sull’associazione illegale” per la sua partecipazione attiva nel Movimento di disobbedienza civile.

26.242persone arrestate dopo il colpo di stato del 1° febbraio 2021
4persone messe a morte dalle autorità militari
123persone condannate a morte dalle autorità militari
16organizzazioni sindacali dichiarate illegali dal governo militare il 2 marzo 2021

Dopo aver scontato una pena di due anni nelle carceri di Insein e Zaymathwe, Thet Hnin Aung è stato scarcerato il 26 giugno 2023. Tuttavia, lo stesso giorno è stato ri-arrestato e sottoposto a sparizione forzata per cinque mesi, potendo contattare la sua famiglia solo nel novembre 2023. Durante questo periodo, è stato condannato a sette anni di prigione con lavori forzati in base all’articolo 52a della Legge contro il terrorismo, a seguito di un processo militare segreto al quale non era presente e senza possibilità di difesa. La sua salute è motivo di grave preoccupazione, richiedendo cure mediche quotidiane a causa di perdita dell’udito e problemi digestivi, risultati di torture e maltrattamenti subiti durante la precedente detenzione.

Cosa chiede Amnesty

Amnesty International esorta il Generale Senior Min Aung Hlaing, capo delle Forze armate del Myanmar, a garantire un accesso immediato alle cure mediche necessarie per Thet Hnin Aung. Chiede inoltre di scarcerare immediatamente e senza condizioni Thet Hnin Aung, che è detenuto arbitrariamente, e di porre fine alla pratica delle sparizioni forzate e della detenzione arbitraria, rivelando il destino e/o la posizione delle persone vittime di sparizione forzata.

Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →

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