No al Mondiale della paura e della repressione
Chiediamo il rispetto dei diritti umani in Qatar in vista dei Mondiali, denunciando repressione e violazioni.
Online dal 19 giugno 2026
Di cosa si tratta
La Fifa aveva promesso un torneo in cui tutte le persone avrebbero potuto sentirsi al sicuro, incluse e libere di esercitare i propri diritti. Questo evento festoso invece si sta trasformando in una manifestazione di paura e repressione.
Negli Usa, la gioia del calcio contrasta con la realtà delle detenzioni e delle espulsioni di massa, della repressione delle proteste e dei divieti di viaggio discriminatori. Il Messico ha mobilitato 100.000 agenti di sicurezza, compreso l’esercito, per reagire agli elevati livelli di violenza, aumentando al contempo i rischi per le persone che protestano. In Canada, una crescente crisi abitativa ha alimentato il timore che le persone senza fissa dimora vengano nuovamente sgomberate e relegate ulteriormente ai margini. Tifosi e tifose, giocatori, rappresentanti della stampa, lavoratori e lavoratrici, nonché comunità locali sono a rischio.
Cosa chiede Amnesty
Chiediamo al presidente della Fifa Infantino e alle autorità degli stati ospitanti di rispettare le proteste pacifiche, porre fine alle detenzioni e alle deportazioni di massa e proteggere tutte le persone dalle discriminazioni. In quanto autorità dotate di potere e responsabilità, vi esorto a collaborare per adottare le seguenti misure: garantire il diritto alla libertà di espressione e di riunione pacifica, porre fine alle incursioni indiscriminate, alla profilazione etnica, agli arresti arbitrari, alle detenzioni di massa e alle deportazioni illegali, fornire garanzie pubbliche che gli eventi non saranno presi di mira dai controlli sull’immigrazione e adottare misure efficaci per proteggere le persone Lgbtqia+ da discriminazioni, molestie e violenze.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
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