Perú: decine di persone morte nelle proteste
In Perú, decine di persone sono morte nelle proteste, chiediamo giustizia per le vittime.
Online dal 11 giugno 2026

Si apre la pagina ufficiale amnesty.it. La raccolta firme avviene solo lì.
Di cosa si tratta
Il Perú è entrato in una spirale di violenza che sta causando sistematiche violazioni dei diritti umani, soprattutto contro i manifestanti a Lima e in altre importanti città. Questa crisi politica si è intensificata quando, il 7 dicembre 2022, l’allora presidente Pedro Castillo ha annunciato lo scioglimento del Congresso nazionale.
A seguito del tentato scioglimento del Congresso da parte dell'allora presidente Pedro Castillo il 7 dicembre 2022, la vicepresidente Dina Boluarte ha prestato giuramento come presidente. Una parte della popolazione è scesa in piazza per chiedere l’immediato scioglimento del Congresso e nuove elezioni. La risposta delle autorità è stata quella di dichiarare lo stato di emergenza e usare il pugno duro contro le persone che manifestavano. Già dai primi giorni delle proteste, la polizia e le forze armate si sono rese responsabili della morte di almeno due persone e del ferimento di altre decine, inclusi minorenni. Giornalisti locali hanno denunciato di essere stati aggrediti da agenti della polizia nazionale, che hanno anche sequestrato le loro attrezzature.
Cosa chiede Amnesty
Chiediamo alla presidente Boluarte di porre immediatamente fine a tutte le forme di uso illegittimo della forza da parte delle forze di sicurezza. La esortiamo a trovare il dialogo e a porre immediatamente fine a ogni forma di uso illegittimo della forza contro i manifestanti, e a salvaguardare la vita e l’incolumità di tutte le persone ferite, dando l’assistenza necessaria alle famiglie delle persone decedute e a collaborare alle indagini sulle accuse di violazione dei diritti umani.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
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