Russia: proteggere Elena Milashina
È urgente proteggere Elena Milashina, giornalista russa minacciata per il suo lavoro.
Online dal 11 giugno 2026

Si apre la pagina ufficiale amnesty.it. La raccolta firme avviene solo lì.
Di cosa si tratta
Elena Milashina è un’importante giornalista investigativa di Novaya Gazeta, il quotidiano per cui lavorava anche Anna Politkovskaja. Da molti anni denuncia le violazioni dei diritti umani e l’impunità in Cecenia.
Nel 2017, Elena Milashina ha denunciato la campagna omofoba di rapimenti, torture e omicidi in Cecenia, e l'esecuzione extragiudiziale di massa di almeno 27 uomini ceceni. La sera del 6 febbraio 2020, lei e l’avvocata Marina Dubrovina sono state aggredite a Groznyj. Il 12 aprile 2020, Milashina ha pubblicato un articolo critico sulla risposta delle autorità alla pandemia di Covid-19 in Cecenia, ricevendo minacce di morte dal presidente ceceno Ramzan Kadyrov. Il 15 marzo 2021, ha rivelato arresti illegali, torture ed esecuzioni extragiudiziali perpetrate da soldati del Secondo reggimento di pattuglia speciale della Cecenia, basandosi sulla testimonianza di Suleyman Gezmakhmayev. In risposta, alti funzionari ceceni hanno avviato una campagna diffamatoria e intimidatoria contro di lei e il suo giornale.
Cosa chiede Amnesty
Amnesty International chiede al Presidente Putin di condannare pubblicamente le minacce contro Elena Milashina e adottare misure significative per garantirne la sicurezza. Si chiede inoltre di sostenere il diritto dei giornalisti a svolgere il proprio lavoro senza rischi di rappresaglia e di tutelare la libertà di espressione e informazione.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
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