UK: no alla criminalizzazione di chi protesta
Nel Regno Unito, si chiede di non criminalizzare chi protesta, difendendo il diritto alla libertà di espressione e riunione.
Online dal 11 giugno 2026

Si apre la pagina ufficiale amnesty.it. La raccolta firme avviene solo lì.
Di cosa si tratta
Amnesty International denuncia la criminalizzazione di chi protesta nel Regno Unito, dove oltre 500 persone sono state arrestate per aver manifestato contro la messa al bando del gruppo Palestine Action.
L'11 aprile 2026, oltre 500 persone sono state arrestate per aver protestato contro la messa al bando di Palestine Action, nell'ambito di manifestazioni pacifiche organizzate da Defend Our Juries. Questo è avvenuto nonostante l'Alta Corte del Regno Unito abbia stabilito a febbraio 2026 che la messa al bando di Palestine Action era illegittima. Da luglio 2025, oltre 3.300 arresti sono stati effettuati e più di 1.200 manifestanti sono stati incriminati per reati legati al terrorismo, con gravi conseguenze personali. Le persone manifestavano pacificamente esponendo cartelli con la scritta “Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action”.
Cosa chiede Amnesty
Amnesty International chiede alle autorità del Regno Unito di ritirare le accuse già formulate e di non intraprendere ulteriori azioni nei confronti delle persone arrestate e incriminate per l'esercizio dei loro diritti alla libertà di espressione e di riunione pacifica. Si esorta a rispettare gli impegni del Regno Unito in materia di diritti umani, ad archiviare le accuse e a non procedere penalmente contro tutte le persone che hanno partecipato a proteste pacifiche a sostegno di Palestine Action.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
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