Chiediamo i codici identificativi per le forze di polizia
Chiediamo l'introduzione di codici identificativi per le forze di polizia per maggiore trasparenza e responsabilità.
Online since 27 June 2026

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What this is about
A venticinque anni dal G8 di Genova, Amnesty International Italia torna a chiedere l’introduzione di codici identificativi alfanumerici visibili per gli agenti impiegati nei servizi di ordine pubblico.
Le violazioni dei diritti umani commesse alla scuola Diaz, alla caserma Bolzaneto e nelle strade del capoluogo ligure hanno mostrato quanto sia difficile accertare le responsabilità individuali quando gli operatori di polizia non possono essere identificati. L’impossibilità di attribuire specifiche condotte a singoli agenti ha contribuito all’impunità di decine e decine di agenti coinvolti nelle violenze. L’Italia è uno dei pochi stati dell’Unione europea a non aver adottato i codici identificativi. Dal G8 di Genova si sono verificati altri casi in cui persone che manifestavano pacificamente sono state colpite con violenza dagli agenti, come Paolo Scaroni nel 2005, Martina Solidoro nel 2023 a Bologna e Lince nel 2025, sempre a Bologna, che ha perso la vista da un occhio.
What Amnesty asks
Amnesty International Italia chiede l’adozione di una normativa conforme agli standard internazionali che preveda l’utilizzo obbligatorio di codici identificativi alfanumerici chiari, leggibili e ben visibili sulle uniformi degli agenti impegnati in attività di ordine pubblico. Questa misura è richiesta al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al Capo della Polizia Vittorio Pisani.
Summary compiled from the official amnesty.it appeal page (Italian). Full text via the link below. amnesty.it →
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