Iran: attivista curda condannata a morte
Un'attivista curda in Iran è stata condannata a morte e necessita di un intervento urgente.
Online dal 11 giugno 2026
Di cosa si tratta
L'operatrice umanitaria e attivista della società civile Pakhshan Azizi, appartenente all’oppressa minoranza etnica curda dell’Iran, è stata condannata a morte nel luglio 2024 con l'accusa di “ribellione armata contro lo Stato” solo in relazione alle sue attività pacifiche per i diritti umani e umanitarie.
Il 4 agosto 2023, agenti del ministero dell’Intelligence hanno arrestato arbitrariamente Pakhshan Azizi e l’hanno sottoposta a sparizione forzata. Dopo il trasferimento nella prigione di Evin a Teheran, è stata tenuta in isolamento prolungato per cinque mesi senza poter parlare con un avvocato o con la sua famiglia, e sottoposta a torture e altri maltrattamenti per costringerla a “confessare” legami con gruppi di opposizione curdi. Il processo di Pakhshan Azizi, svoltosi in due sessioni il 28 maggio e il 16 giugno 2024, è stato gravemente iniquo e il suo ricorso è stato respinto dalla Corte suprema. L'aggiornamento del 06/02/2025 indica che la nona sezione della Corte suprema iraniana ha respinto la richiesta di rivedere il verdetto di colpevolezza e la condanna a morte, e la condanna potrebbe essere eseguita in qualsiasi momento.
Cosa chiede Amnesty
Chiediamo l’annullamento della condanna a morte per Pakhshan Azizi e la sua liberazione immediata e senza condizioni. Esortiamo a fermare qualsiasi progetto di esecuzione e a scarcerarla immediatamente, poiché è detenuta solo per il suo pacifico lavoro umanitario e per il suo attivismo per i diritti umani.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
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