Salviamo Ahmad dalla pena di morte
Salviamo Ahmad, un ricercatore universitario in Iran, che rischia la pena di morte.
Online dal 11 giugno 2026
Di cosa si tratta
L'accademico svedese-iraniano Ahmadreza Djalali, detenuto arbitrariamente in Iran dal 2016, è a grave rischio di esecuzione dopo aver esaurito tutte le vie legali per annullare la sua condanna a morte.
Docente e ricercatore in medicina dei disastri e assistenza umanitaria, Ahmadreza Djalali è stato arrestato arbitrariamente il 25 aprile 2016 mentre era in viaggio d’affari in Iran e accusato di spionaggio. Ha subito diverse violazioni dei suoi diritti fondamentali, come l’isolamento prolungato, la negazione dell’accesso a un avvocato, tortura e altri maltrattamenti, incluse minacce di morte, al fine di estorcergli una “confessione”. Ahmadreza Djalali ha sempre negato le accuse contro di lui e sostiene che siano state fabbricate dalle autorità. Nel corso del 2025, la sua salute è peggiorata ulteriormente, anche a seguito di un infarto a inizio maggio 2025, mentre le autorità continuavano a negargli cure mediche adeguate.
Cosa chiede Amnesty
Amnesty International chiede alle autorità iraniane di annullare la condanna e la pena di morte di Ahmadreza Djalali, inflitte in seguito a un processo gravemente iniquo, e di scarcerarlo immediatamente e senza condizioni. Si chiede inoltre che, in attesa della scarcerazione, abbia accesso regolare e immediato alla famiglia, agli avvocati, a cure mediche adeguate e sia protetto da ulteriori torture e maltrattamenti.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
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