Yemen: attivista per i diritti delle donne a rischio di esecuzione
Nello Yemen, un'attivista per i diritti delle donne è a rischio di esecuzione, richiedendo un intervento urgente per salvarla.
Online dal 11 giugno 2026
Di cosa si tratta
Fatma al-Arwali, 34 anni, attivista yemenita per i diritti delle donne, è a rischio di imminente esecuzione. Il 5 dicembre 2023 un tribunale di Sana’a, nella zona dello Yemen controllata dal gruppo armato huthi, l’ha giudicata colpevole di aver fornito informazioni coperte dal segreto militare agli Emirati Arabi Uniti.
All’epoca dell’arresto, Fatma al-Arwali era a capo dell’ufficio yemenita dell’Unione per la leadership femminile della Lega araba. Il 13 agosto 2022 la sua auto è stata fermata a un posto di blocco ad al Manshour, nel governatorato di Ta’iz. Le forze di sicurezza huthi l’hanno poi sottoposta a sparizione forzata per circa otto mesi, negando ogni informazione alla famiglia che la cercava. La famiglia ha poi appreso in modo informale che si trovava in un centro di detenzione della capitale. Il suo processo è stato farsa e deve essere annullato. Il 31 luglio 2023 si è aperto il procedimento penale contro Fatma al-Arwali, accusata di aver collaborato con gli Emirati Arabi Uniti e di aver fornito coordinate per rivelare le posizioni delle forze armate Huthi e dei “comitati popolari”, accuse che comportano la condanna a morte, oltre all’aver usato un documento d’identità falso. A Fatma al-Arwali è stato negato il diritto a un giusto processo, con il giudice che ha rifiutato di iscrivere la presenza del suo avvocato negli atti del tribunale e ha dichiarato che non c’era bisogno di un avvocato. Fatma Al-Arwali ha dichiarato al giudice di trovarsi detenuta in una stanza sottoterra, in condizioni crudeli e inumane.
Cosa chiede Amnesty
Esortiamo le autorità huthi ad annullare la condanna a morte e garantire a Fatma al-Arwali un nuovo processo equo davanti a un tribunale competente, indipendente e imparziale, senza che vi sia ricorso alla pena capitale. In caso contrario, la donna dovrà essere immediatamente scarcerata e le sue accuse ritirate. Nel frattempo, chiediamo che la famiglia e l’avvocato possano incontrare Fatma al-Arwali e che le condizioni di detenzione siano conformi agli standard internazionali sul trattamento dei prigionieri.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
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